Il progetto

Nella patria dei menestrelli, chiamati nelle corti per il divertimento dei signori, che cantavano storie di amore e avventura tramandando i fatti di generazione in generazione, non poteva che nascere alcuni secoli dopo il fenomeno della “canzone d’autore”, che conosce il suo apice nel secondo dopoguerra.

A Sanremo cominciano a furoreggiare le canzoni di Gino Paoli, Sergio Endrigo Piero Ciampi, Domenico Modugno e Bruno Lauzi. Cantavano l’amore e il melodico italiano faceva ballare e sognare i giovani illuminando i cuori di sogni e speranze.

È Modugno che inizia a scrivere canzoni partendo dalla cronaca (Vecchio frac, 1955), narrando la storia del Principe Lanza di Trabia, morto suicida.

Dalla seconda metà degli anni ’60 il fenomeno cantautorale diventa uno strumento di ricerca, di emancipazione, di replica creativa all’arte dei suoni e il tema dell’amore lascia spazio ad argomenti di interesse sociale, a testi capaci di raccontare l’Italia che cambiava, che alle volte arrancava, che protestava e chiedeva riscatto.

Ecco che autori come De Andrè, Vecchioni, Jannacci, Gaber, Venditti, De Gregori, Guccini e molti altri cercano la loro strada espressiva, sotto forme musicali più diverse, fino ad incontrare il rock che ormai stava influenzando le proposte musicali del tempo, facendo emergere artisti come Battisti, Edoardo Bennato, Pino Daniele, Eugenio Finardi, Vasco Rossi, Ivan Graziani, Ivano Fossati, Rino Gaetano, Franco Battiato e molti altri.

La schiera dei cantautori è veramente infinita e interessante ed è un fenomeno che non ha mai cessato di creare nuove proposte che ancora oggi si aggiornano, da Samuele Bersani a Daniele Silvestri, da Max Gazzè a Calcutta.

Noi portiamo sul palco i cantautori che, a nostro parere, hanno avuto un significato di cambiamento nel panorama musicale italiano, per i testi, le musiche , i temi o la personalità.